di Stefano Andreoli
“Innovazione” è una parola che connota fortemente questo momento storico, richiamando le grandi trasformazioni in atto e la nostra voglia incessante di miglioramento, il desiderio di trovare soluzioni nuove e di rispondere alle molte sfide di una realtà sempre più complessa e di un mondo sempre più piccolo e inquinato.
L’innovazione si declina in molte dimensioni e molti aspetti, questi temi possono sembrare molto ambiziosi e speculativi per le attività di un Circolo locale come il nostro, ma noi li affronteremo cercando di metterli in relazione alle politiche concrete per la nostra città e la nostra zona, perchè una buona politica sul territorio non può più permettersi di ignorarli.
- Innovazione nelle tecnologie e infrastrutture tecnologiche: Web 2.0, WiMax (il 30 gennaio c’è l’asta), “società dell’ubiquità”, nuovi media… A2A offre già tramite la società Selene (a Brescia) la banda larga tramite rete elettrica, un’ottima iniziativa dell’ex ASM portata avanti proprio mentre nel frattempo AEM svendeva Metroweb.
- Innovazione nei modelli economici e organizzativi: città post-fordista, globalizzazione, specializzazione e divisione internazionale della produzione: quale ruolo per Milano?
- Innovazione nei modelli sociali: come gestire le trasformazioni legate alle tendenze demografiche (l’età media si allunga!) e ai flussi migratori? Sicuramente NON vietando i nostri asili ai bambini di chi non ha un permesso di soggiorno.
- Innovazione legata all’emergenza ecologica: locale (aria avvelenata nei nostri polmoni) e globale (surriscaldamento del pianeta).
- Nuovi modelli di mobilità sostenibile.
- Nuovi modelli amministrativi per la città: decentramento e città metropolitana.
- Nuovi modelli urbanistici: quali progetti per le grandi riqualifichi urbane (aree ex industriali)? A partire dal quartiere Rubattino (vicinissimo al nostro circolo) che è l’ennesimo esempio di una pessima gestione del territorio.
I processi di innovazione sono molto complessi, si scontrano con la resistenza al cambiamento delle persone e delle organizzazioni e richiedono un “ecosistema” favorevole per generarsi e diffondersi in modo efficace: per diventare veramente una leva competitiva per il nostro sistema economico e per migliorare la qualita’ della vita dei cittadini. Questo ecosistema non nasce casualmente ma va costruito e gestito. Sebbene le decisioni, i comportamenti e gli investimenti dei privati (sia cittadini che modo dell’impresa) siano fondamentali perchè esso si realizzi, è assolutamente necessario un forte intervento pubblico di pianificazione, investimenti, coordinamento, promozione e controllo, specialmente per le infrastrutture. La gestione condominiale della citta’, senza pianificazione e senza controllo, non ha portato e non porterà innovazione ma solo l’anarchia e il far-west delle grandi speculazioni (immobiliari e non solo) da parte degli operatori privati. Una grande città Europea come Milano si merita molto di più.
Come si può trasformare Milano in una città ricca di innovazione? Affronteremo questo tema nel nostro circolo con incontri di approfondimento e provando a proporre azioni politiche mirate, anche cercando di metterci in rete con i molti centri di competenza che sono così vicini alla nostra sede, come il Politecnico, il polo scientifico dell’Università degli Studi e il CNR.
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