Alla faccia dell’antipolitica

di Giorgia Sanguinetti

Non si sa che aspettarsi. Una giornata la cui riuscita decisamente non è prevedibile. Nascono i Circoli del P.D. e tentiamo di coinvolgere coloro che hanno contribuito alla fondazione del nuovo Partito. Ci sarà voglia di partecipazione? Gli abitanti del quartiere saranno interessati a sapere e a scegliere chi dirigerà il Circolo nella loro zona?

Queste le domande con cui affrontiamo la giornata del 27 febbraio. E le risposte non tardano ad arrivare. A sera, i sorrisi sono molto più che un responso.

La ex sezione dei D.S., oggi Circolo del P.D. 15 martiri, non è mai stata così piena di donne e uomini del quartiere: anziani, giovani, famiglie. Alcuni sono arrabbiati per la caduta del governo, altri sono venuti a chiedere cosa succederà adesso, altri vogliono proprio vedere se è vero che possono scegliere i dirigenti del PD nella loro zona. A fine giornata, sono transiatati e hanno votato 301 persone. Ma non solo; durante il dibattito della mattina, aperto dal Consigliere Comunale Ettore Martinelli e chiuso dal Segretario Generale della Camera del Lavoro Onorio Rosati, sono intervenute/i cittadine/i che da anni non si affacciavano in modo diretto alla vita politica. Un dato importante, che ci fa dire che una voglia di esserci, nonostante tutte le difficoltà incontrate e il clima di sfiducia verso la politica, c’è; e che se si aprono davvero i luoghi della politica, la gente è pronta ad entrare.
Vuol dire che i “grillismi” perdono terreno.

Il Partito Democratico ha scelto la strada giusta: il coinvolgimento diretto della gente. Non è solo un metodo, è una vera e propria carta di identità. C’è chi fonda un partito, facendo semplici somme algebriche e adottando un nome nuovo per una cosa vecchia, ma di questo la gente si accorge. Il nostro partito sta nascendo, senz’altro con mille difficoltà, con forti segnali di discontinuità rispetto al passato.

Le elezioni sono vicine: non ci sarà il tempo di costruire le candidature attraverso delle primarie, ma sarà necessario trovare il modo di coinvolgere nuovamente gli aderenti al nostro progetto, perché si possano esprimere preventivamente sulle liste che comporremo.
Sarà fondamentale che i circoli nati il 27 gennaio siano dei luoghi aperti alla cittadinanza, alle associazioni, al volontariato, insomma a tutte le esperienze presenti sul territorio. Devono essere dei luoghi in cui, proprio come il 27, le persone possano trovare, se non delle risposte, cittadinanza per le loro domande.

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