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Miracolo a Cortina

Manca solo la regia di Neri Parenti. Ottanta ispettori in missione nel rifugio dei vip. Riappaiono gli scontrini e gli incassi lievitano, come d’incanto. Con incrementi del 400%. Per una singolare quanto inverosimile coincidenza, gli incassi degli esercizi commerciali (alberghi, bar, ristoranti, gioiellerie, boutique, farmacie, saloni di bellezza) sottoposti a vigilanza minuto per minuto sono puntualmente esplosi sia rispetto al giorno precedente, sia nel confronto con lo stesso giorno dello scorso anno. I ristoranti hanno registrato incrementi negli incassi fino al 300% sul 2010 (+110% rispetto al giorno prima), i commercianti di beni di lusso fino al 400% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+106% sul giorno precedente), i bar fino al 40% rispetto al 2010 (+104% sul giorno prima). Tutti pazzi per gli scontrini.  La Compagnia della Guardia di Finanza di Cortina d’Ampezzo, nell’ambito delle attività istituzionali di controllo economico del territorio e di contrasto alle varie forme di evasione, da inizio anno ha scoperto redditi sottratti a tassazione per oltre 10,5 milioni di euro. Ed è sempre e soltanto la punta dell’iceberg. Non sono mancate le reazion i dei politici. Il primo a intervenire, indignato, è stato il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. Il Deputato ha parlato di “una sorta di operazione militare concentrata su una singola località considerata meta dei ricchi” e ha sottolineato che l’Agenzia non deve assumere “una configurazione politica e mediatica”. A fargli eco è accorsa Daniela Santanché, assidua frequentatrice di Cortina, che si è scagliata contro questo “metodo dei blitz da polizia fiscale, da elenco di proscrizione” a cui si è aggiunto l’onorevole Pdl Maurizio Paniz secondo cui “la spettacolarizzazione di controlli legittimi danneggia Cortina e la laboriosità dei suoi cittadini” e si augura che i controlli si verifichino anche “a Capri, Taormina o in Costa Smeralda”. Colgono lo spunto contro il Mezzogiorno il governatore del Veneto Luca Zaia che si augura blitz simili “anche al Sud” e Giancarlo Gentilini, vicesindaco leghista di Treviso che invita il fisco ad andare negli “stabilimenti balneari al Sud, magari abusivi e della mafia”. Sono infuriati anche gli enti e le autorità locali del comune sulle Dolomiti e le amministrazioni limitrofe.  Per parte sua il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera non solo si difende, ma contrattacca con l’ironia, spiegando alla Stampa che l’operazione non si è svolta “per un pregiudizio verso qualcuno ma perché sapevamo, segnalazioni alla mano, a cosa andavamo incontro”. E ha attaccato duramente chi ancora non si schiera apertamente contro l’evasione fiscale: “Gli italiani devono decidere che cosa vogliono – ha aggiunto – lo dico a chi, come Beppe Grillo, sull’argomento mi pare in confusione. Perché a parole tutti sono d’accordo a fare la lotta all’evasione ma solo quando non li riguarda”. Befera ha puntualizzato poi che Equitalia, oggetto in queste settimane di attacchi, tanto fisici che verbali, “non fa atti discrezioniali” e che per contrastare l’evasione “è bene avere chiaro che pagare le tasse non è una facoltà ma un obbligo di legge”. A chi ha insinuato che il blitz fiscale avrebbe penalizzato il turismo il direttore ha risposto: “A Cortina abbiamo fatto andar bene gli affari, in quel giorno. I ristoranti hanno aumentato i loro ricavi del 300% rispetto allo stesso giorno dell’anno precedente. Quindi non abbiamo danneggiato il turismo, tutt’altro: abbiamo favorito gli esercizi commerciali”. Difendono l’operato del fisco anche il deputato del Pd Michele Meta secondo cui Cicchitto “persevera con parole al vento in difesa della Cortina dei cinepanettoni”. D’accordo anche Salvatore Chiaramonte, Segretario Nazionale dell’Fp-Cgil Nazionale, visto che il fenomeno dell’evasione “è allarmante e va affrontato con misure di emergenza”. Mentre  Elio Lannutti di Adusbef e Rosario Trefiletti di Federconsumatori giudicano “pelose le difese d’ufficio erette dalla politica verso gli incalliti evasori di Cortina” specie nei confronti di “milioni di contribuenti onesti svenati e dissanguati”. Sul web invece le reazioni sono unanimi e su Twitter si susseguono migliaia di messaggi tutti contro gli evasori, con gli hashtag #fisco, Cicchitto, Cortina ed evasori. La sintesi migliore è, ovviamente, quella che va per la maggiore: “Non sono furbi, sono ladri. Non rubano allo stato ma ad ognuno di noi”.

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